E QUI COMANDO IO

Care Lettrici e cari lettori, buongiorno.

Innanzitutto vorrei ringraziare, anche se di certo non entreranno mai in questo blog, tutti i medici e infermieri che stanno affrontando questa gravissima situazione causata da questo Virus nefasto che ha attanagliato la nostra nazione ormai da mesi. Sembra che i numeri diano un po’ di speranza, che si veda una fioca luce alla fine del tunnel. Mi auguro che tutti presto potremo tornare “ a riveder le stelle” ma anche il sole, le nostre meravigliose spiagge e i nostri splendidi monti. Naturalmente il tutto facendo grande attenzione, senza mai abbassare la guardia. Il nemico è lì, pronto ad attaccare nuovamente.

Fatta questa breve digressione, oggi vi voglio parlare di noi uomini, anzi, dell’UOMO. 

La Treccani dà dell’uomo tale definizione: “…  Essere cosciente e responsabile dei proprî atti, capace di distaccarsi dal mondo organico oggettivandolo e servendosene per i proprî fini…”. 

Questo dà l’idea di un individuo responsabile, forte, decisionista, insomma, un vero capo branco.

Sì, perchè noi uomini sappiamo che, nelle coppia, quelli che “ comandano” siamo noi!

Orbene, cari signori e care Signore, sappiamo entrambi che non è così. O, per meglio dire, le donne ce lo fanno credere e noi, come dei fanciulli che con sguardo disilluso credono nelle fate e nei folletti, ci piace che adoperino questa tenera gentilezza nei nostri confronti.

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Che cosa voglio dire con questo? Semplice: NELLA COPPIA L’UOMO NON HA MAI COMANDATO UNA CIPPA!

Suvvia, dobbiamo essere onesti con noi stessi! anche tu, uomo tatuato e dal collo taurino, non comandi un bel nulla! il fatto che tu corteggi la donna (ammesso che sia tu a farlo) nn è un tuo merito, ma è una sua benevolente concessione!

ma sì, perchè in realtà sono loro che hanno scelto noi ancora prima che potessimo lanciare lo sguardo languido da pesce lesso, o potessimo dirle con voce dal tono tribale – Hei, ti ho vista da laggiù e wow..Sei un angelo per caso?”. Sono tutte illusioni che il gentil sesso, con grande maestria, ci regala facendoci sentire i “comandanti” della situazione.

Ma quando nasce la coppia e la relazione comincia ad essere collaudata, sappiamo benissimo cosa succede.

  • Amore dove mi porti sta sera? – dice Lei.
  • Dove vuoi tu amore, per me è lo stesso!-

Eccolo, l’uomo che non deve chiedere mai! “ Dove vuoi, è lo stesso!”. Capiamo subito che i ruoli si sono inevitabilmente ribaltati o ,per meglio dire, si sono rivelati per quello che sono.

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Lo sapete perfettamente che piuttosto che andare al centro commerciale vi fareste gambizzare! e invece cosa fate? Ci andate cari uomini! e per chi lo fate? Per la vostra metà, è ovvio! e vi trovate inevitabilmente come dei bimbi sperduti che hanno perso la via di casa con le mani occupate da mille buste riempite di collant,ninnoli e gioie profumate, a fissare il vuoto con sguardo da cane bastonato, cercando affannosamente la vista di un vostro simile per poter condividere con lui la vostra sofferenza in modo assolutamente silenzioso e sommesso. In modo silenzioso e sommesso perchè, se solo proverete a lamentarvi, la voce angelica della vostra donzella vi ripeterà martellante e stridula “ Io metto sempre in ordine i tuoi calzini? E allora penso che tu possa dedicarmi un po’ di tempo!”. E vi troverete inevitabilmente a trasformarvi in attaccapanni umani mentre lei si prova quei bellissimi pantaloni all’ultimo grido. Voi, gli uomini che non hanno paura di nulla sarete trasformati in appendiabiti!

Ammettiamo che dobbiate cambiare la vostra vecchia auto con una nuova. Naturalmente andreste dal concessionario del marchio secondo voi più interessante. Ma con chi ci andate? Con la vostra compagna! entrate nel fantastico salone, colmo di quei fantastici bolidi scintillanti, annusate nell’aria del grande spazio vetrato l’odore dei sedili in pelle, degli pneumatici appena montati, della cera che copre le lucenti carrozzerie. Vi si avvicina il venditore, vi chiede cosa cercate, e comincia ad illustrarvi quel fantastico modello di auto che vi fa brillare gli occhi. Voi siete rapiti da tutti quei fantastici gingilli tecnologici e non vi accorgete che, alle vostre spalle, avete l’avvoltoio! sì, lei che vi squadra, che cerca di capire le vostre intenzioni, che vi lancia sguardi fulminanti come per dire “ Ma non vedi che quest’auto è orrenda?!”.

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Alla fine avete deciso, quella è la vostra auto ideale! vi voltate, mentre il venditore si frega le mani assaporando la conclusione dell’affare, e cosa incrociate? Lo sguardo di lei che vi fissa! ad un tratto un velo di terrore attanaglia i vostri occhi, sapete cosa dovete fare, purtroppo. Ed ecco che vi adoperate a fare il vostro pessimo dovere dicendo: – Amore, cosa ne dici??-. La suspense è grande, cominciate ad avere le mani sudate e la lingua felpata.

  • Mi sembra un po’ piccolina..Casomai torniamo, nel frattempo conviene pensarci un attimo!- 

Ecco la frase che non avreste mai voluto sentire, è come quando quel vostro amico bastardo vi disse che Babbo Natale non era altro che vostro padre. 

Ma non potete fare nulla. Perchè appena provate a dire : – Ma amore, il prezzo non è male..” Lei subito vi fulminerà con lo sguardo e serrerà le labbra per farvi capire che no, non potete decidere voi. A quel punto il venditore, che conosce la situazione fin troppo bene, mesto fa un passo indietro dicendo : – Va bene signori, se volete confrontarvi ..io sono lì in ufficio!-. Come sempre ubi major minor cessat. Lui sa che non torneranno e con un occhiata triste cerca di dare coraggio al suo simile.

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Con passo lento come al ritmo delle campane quando suonano per un funerale vi avviate verso l’uscita. Lei a braccia conserte è avanti a voi, con sguardo alto e fiero come dire “ E QUI COMANDO IO!”. Ora non vi resta che tornare a casa, aprire la rivista di auto e lasciare che lei si esprima sul da farsi. E sicuramente sarà un’orrenda monovolume rossa con il parcheggio assistito.

Signori, sappiamo benissimo che la faccenda è questa. Noi non possiamo che accettarla. Ma devo dire una cosa: Se vogliamo cambiare auto, vestirci bene, condurre una vita agiata, curare il nostro fisico non lo facciamo solo per noi. Lo facciamo per apparire sempre belli e interessanti agli occhi delle nostre donne che, volenti o nolenti, ci regalano ogni giorno emozioni che ci fanno sorridere, e innamorare. 

E comunque all’uomo resta sempre l’ultima parola, in ogni discussione: “ sì amore, HAI RAGIONE!”

Vostro con affetto,

P.G.

EMOZIONI

Cari lettori e care Lettrici,

benvenuti in questo articolo. Per una volta cercherò di essere serio e di trattare un argomento che secondo me è molto importante. Non voglio peccare di presunzione, ma mi sento di poter dare un consiglio alla categoria “Homo Erectus” (no, sapiens era troppo, poi ci si monta la testa). Ovviamente parlerò sempre valutando le mie esperienze personali. Quindi non considerate mai quelle che scrivo come questioni oggettive.

Ma veniamo a noi. Si, EMOZIONI. Quelle che ti fanno arrossire, quelle che ti fanno venire la pelle d’oca, quelle che accelerano il battito cardiaco. No, non parlo delle emozioni che provate quando vedete il tronista o la tronista di uomini e donne. Parlo di quelle che possono altresì essere definite come SENTIMENTI.

Al giorno d’oggi, a mio parere, si sono un po’ perse quelle abitudini, quelle maniere, quelle azioni che inducevano le persone a provare e trasmettere tutte quelle sensazioni sopra elencate. E le relazioni amorose ne hanno risentito e ne risentono.

Whatsapp, Telegram, Facebook, Instagram, tutte applicazioni e social che fanno morire completamente quel brivido, quel fremito interiore che comportava l’attesa di una lettera oppure la semplice telefonata a casa.

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Ragazzi e ragazze si sono sempre più allontanati credendo di essere, invece, sempre più vicini tramite smartphone. Certo, sentire una persona ogni volta che ne hai voglia, anche se distante, è un bel traguardo. Ma ciò porta davvero una relazione a progredire? A mio parere no. Anzi.

Io credo che, per colpire oggi una ragazza (non parlo di una gomitata data per errore mentre vi stirate), ci voglia ben altro che un selfie o un sms romantico copiato e incollato da internet. Non è più utile “taggarvi” nelle foto dell’ultimo viaggio fatto alle Maldive scrivendo sul post “un anno di noi”. Primo perchè alla gente non frega nulla, secondo perchè state vivendo la vostra relazione e i vostri momenti attraverso un fottutissimo schermo. E a lungo andare, fidatevi, la cosa è controproducente.

Vi troverete ad essere più attenti ai like ricevuti per l’ultima foto postata invece che fare attenzione alle richieste, anche non dichiarate, del vostro partner. Vivrete una relazione non intima, ma pubblica. 

Altre cose che si fanno sempre meno sono le cosiddette sorprese. Si, quelle che fanno commuovere, gesti semplici ma pregni di sentimento. Ad esempio, quanti di voi negli ultimi tempi sono passati a prendere a casa, senza preavviso, la propria ragazza e le hanno detto “Dai!scendi! ti porto in un posto speciale!”? Secondo me pochi. Sicuramente la maggior parte avrà mandato un audio che diceva “ Amore, a che ora ci vediamo? passo a prenderti io o ci vediamo già fuori?”. Anche perchè con questi dannati telefonini è diventato tutto prevedibile.

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Ad ogni modo sono sicuro che, anche se aveste fatto questa “sorpresa”,  sicuramente sarete andati in un locale di tendenza o in un luogo conosciuto. E poi sicuramente sarete caduti nel fare quel maledetto selfie da pubblicare sui social per far vedere a tutti dove diavolo siete andati. Addio privacy, addio unicità del momento.

Ultima questione, secondo me da tener presente: le lettere. Si, quelle dimenticate, quelle cose che vengono definite “da vecchi”, quelle che dopo anni ancora senti l’odore di carta. Qual’è stata l’ultima lettera che avete scritto alla vostra donna? o meglio, c’è mai stata? E non parlo del post-it attaccato al frigo con scritto “ buon lavoro amore” su cui avete disegnato orribili cuoricini a forma di culo e faccine idiote con il pennarello nero. Parlo di quella scritta di proprio pugno, in corsivo e spedita con una busta di carta intrisa del vostro profumo.

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Poco tempo fa, rovistando tra vecchie carte a casa dei miei, ritrovai una lettera di mio nonno che scrisse a mia nonna durante la guerra. Non si vedevano da oltre un anno. Contiamo che non esistevano telefonini e si, c’era la guerra. Con curiosità aprii la busta con su scritto l’indirizzo del destinatario , ma non il mittente se non il semplice nome di mio nonno. Una volta aperta la lettera lessi le prime parole scritte : “ Carla, mia cara, le giornate sono infinitamente lunghe, tristi e fredde, ma il tuo pensiero le rende calde e felici.” e continuava con la descrizione dei vari avvenimenti bellici per poi concludere : “ Saluta cordialmente tuo padre e la tua dolce madre, che tanto penso e tanto ringrazio per tenerti al sicuro. Ti mando un forte abbraccio pieno di amore. Tuo per sempre, Edilio.”

Si, ammetto di essermi commosso. Ed è quello che ora abbiamo perso. Le emozioni. 

Concludo senza tediarvi oltremodo. Scrivete lettere alla vostra dolce metà, scattatevi foto ma senza pubblicarle sui social. Stampatele e riempiteci un album che vi resterà quando il vostro anziano corpo non potrà cibarsi che di bei ricordi. Vivete i momenti intensamente, guardate assieme un tramonto ma non attraverso uno schermo. Imprimete quei momenti nella vostra mente e ritroverete ciò che si è perso e dimenticato: Tu chiamale se vuoi Emozioni.

A presto, 

P.G.