E QUI COMANDO IO

Care Lettrici e cari lettori, buongiorno.

Innanzitutto vorrei ringraziare, anche se di certo non entreranno mai in questo blog, tutti i medici e infermieri che stanno affrontando questa gravissima situazione causata da questo Virus nefasto che ha attanagliato la nostra nazione ormai da mesi. Sembra che i numeri diano un po’ di speranza, che si veda una fioca luce alla fine del tunnel. Mi auguro che tutti presto potremo tornare “ a riveder le stelle” ma anche il sole, le nostre meravigliose spiagge e i nostri splendidi monti. Naturalmente il tutto facendo grande attenzione, senza mai abbassare la guardia. Il nemico è lì, pronto ad attaccare nuovamente.

Fatta questa breve digressione, oggi vi voglio parlare di noi uomini, anzi, dell’UOMO. 

La Treccani dà dell’uomo tale definizione: “…  Essere cosciente e responsabile dei proprî atti, capace di distaccarsi dal mondo organico oggettivandolo e servendosene per i proprî fini…”. 

Questo dà l’idea di un individuo responsabile, forte, decisionista, insomma, un vero capo branco.

Sì, perchè noi uomini sappiamo che, nelle coppia, quelli che “ comandano” siamo noi!

Orbene, cari signori e care Signore, sappiamo entrambi che non è così. O, per meglio dire, le donne ce lo fanno credere e noi, come dei fanciulli che con sguardo disilluso credono nelle fate e nei folletti, ci piace che adoperino questa tenera gentilezza nei nostri confronti.

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Che cosa voglio dire con questo? Semplice: NELLA COPPIA L’UOMO NON HA MAI COMANDATO UNA CIPPA!

Suvvia, dobbiamo essere onesti con noi stessi! anche tu, uomo tatuato e dal collo taurino, non comandi un bel nulla! il fatto che tu corteggi la donna (ammesso che sia tu a farlo) nn è un tuo merito, ma è una sua benevolente concessione!

ma sì, perchè in realtà sono loro che hanno scelto noi ancora prima che potessimo lanciare lo sguardo languido da pesce lesso, o potessimo dirle con voce dal tono tribale – Hei, ti ho vista da laggiù e wow..Sei un angelo per caso?”. Sono tutte illusioni che il gentil sesso, con grande maestria, ci regala facendoci sentire i “comandanti” della situazione.

Ma quando nasce la coppia e la relazione comincia ad essere collaudata, sappiamo benissimo cosa succede.

  • Amore dove mi porti sta sera? – dice Lei.
  • Dove vuoi tu amore, per me è lo stesso!-

Eccolo, l’uomo che non deve chiedere mai! “ Dove vuoi, è lo stesso!”. Capiamo subito che i ruoli si sono inevitabilmente ribaltati o ,per meglio dire, si sono rivelati per quello che sono.

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Lo sapete perfettamente che piuttosto che andare al centro commerciale vi fareste gambizzare! e invece cosa fate? Ci andate cari uomini! e per chi lo fate? Per la vostra metà, è ovvio! e vi trovate inevitabilmente come dei bimbi sperduti che hanno perso la via di casa con le mani occupate da mille buste riempite di collant,ninnoli e gioie profumate, a fissare il vuoto con sguardo da cane bastonato, cercando affannosamente la vista di un vostro simile per poter condividere con lui la vostra sofferenza in modo assolutamente silenzioso e sommesso. In modo silenzioso e sommesso perchè, se solo proverete a lamentarvi, la voce angelica della vostra donzella vi ripeterà martellante e stridula “ Io metto sempre in ordine i tuoi calzini? E allora penso che tu possa dedicarmi un po’ di tempo!”. E vi troverete inevitabilmente a trasformarvi in attaccapanni umani mentre lei si prova quei bellissimi pantaloni all’ultimo grido. Voi, gli uomini che non hanno paura di nulla sarete trasformati in appendiabiti!

Ammettiamo che dobbiate cambiare la vostra vecchia auto con una nuova. Naturalmente andreste dal concessionario del marchio secondo voi più interessante. Ma con chi ci andate? Con la vostra compagna! entrate nel fantastico salone, colmo di quei fantastici bolidi scintillanti, annusate nell’aria del grande spazio vetrato l’odore dei sedili in pelle, degli pneumatici appena montati, della cera che copre le lucenti carrozzerie. Vi si avvicina il venditore, vi chiede cosa cercate, e comincia ad illustrarvi quel fantastico modello di auto che vi fa brillare gli occhi. Voi siete rapiti da tutti quei fantastici gingilli tecnologici e non vi accorgete che, alle vostre spalle, avete l’avvoltoio! sì, lei che vi squadra, che cerca di capire le vostre intenzioni, che vi lancia sguardi fulminanti come per dire “ Ma non vedi che quest’auto è orrenda?!”.

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Alla fine avete deciso, quella è la vostra auto ideale! vi voltate, mentre il venditore si frega le mani assaporando la conclusione dell’affare, e cosa incrociate? Lo sguardo di lei che vi fissa! ad un tratto un velo di terrore attanaglia i vostri occhi, sapete cosa dovete fare, purtroppo. Ed ecco che vi adoperate a fare il vostro pessimo dovere dicendo: – Amore, cosa ne dici??-. La suspense è grande, cominciate ad avere le mani sudate e la lingua felpata.

  • Mi sembra un po’ piccolina..Casomai torniamo, nel frattempo conviene pensarci un attimo!- 

Ecco la frase che non avreste mai voluto sentire, è come quando quel vostro amico bastardo vi disse che Babbo Natale non era altro che vostro padre. 

Ma non potete fare nulla. Perchè appena provate a dire : – Ma amore, il prezzo non è male..” Lei subito vi fulminerà con lo sguardo e serrerà le labbra per farvi capire che no, non potete decidere voi. A quel punto il venditore, che conosce la situazione fin troppo bene, mesto fa un passo indietro dicendo : – Va bene signori, se volete confrontarvi ..io sono lì in ufficio!-. Come sempre ubi major minor cessat. Lui sa che non torneranno e con un occhiata triste cerca di dare coraggio al suo simile.

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Con passo lento come al ritmo delle campane quando suonano per un funerale vi avviate verso l’uscita. Lei a braccia conserte è avanti a voi, con sguardo alto e fiero come dire “ E QUI COMANDO IO!”. Ora non vi resta che tornare a casa, aprire la rivista di auto e lasciare che lei si esprima sul da farsi. E sicuramente sarà un’orrenda monovolume rossa con il parcheggio assistito.

Signori, sappiamo benissimo che la faccenda è questa. Noi non possiamo che accettarla. Ma devo dire una cosa: Se vogliamo cambiare auto, vestirci bene, condurre una vita agiata, curare il nostro fisico non lo facciamo solo per noi. Lo facciamo per apparire sempre belli e interessanti agli occhi delle nostre donne che, volenti o nolenti, ci regalano ogni giorno emozioni che ci fanno sorridere, e innamorare. 

E comunque all’uomo resta sempre l’ultima parola, in ogni discussione: “ sì amore, HAI RAGIONE!”

Vostro con affetto,

P.G.

EMOZIONI

Cari lettori e care Lettrici,

benvenuti in questo articolo. Per una volta cercherò di essere serio e di trattare un argomento che secondo me è molto importante. Non voglio peccare di presunzione, ma mi sento di poter dare un consiglio alla categoria “Homo Erectus” (no, sapiens era troppo, poi ci si monta la testa). Ovviamente parlerò sempre valutando le mie esperienze personali. Quindi non considerate mai quelle che scrivo come questioni oggettive.

Ma veniamo a noi. Si, EMOZIONI. Quelle che ti fanno arrossire, quelle che ti fanno venire la pelle d’oca, quelle che accelerano il battito cardiaco. No, non parlo delle emozioni che provate quando vedete il tronista o la tronista di uomini e donne. Parlo di quelle che possono altresì essere definite come SENTIMENTI.

Al giorno d’oggi, a mio parere, si sono un po’ perse quelle abitudini, quelle maniere, quelle azioni che inducevano le persone a provare e trasmettere tutte quelle sensazioni sopra elencate. E le relazioni amorose ne hanno risentito e ne risentono.

Whatsapp, Telegram, Facebook, Instagram, tutte applicazioni e social che fanno morire completamente quel brivido, quel fremito interiore che comportava l’attesa di una lettera oppure la semplice telefonata a casa.

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Ragazzi e ragazze si sono sempre più allontanati credendo di essere, invece, sempre più vicini tramite smartphone. Certo, sentire una persona ogni volta che ne hai voglia, anche se distante, è un bel traguardo. Ma ciò porta davvero una relazione a progredire? A mio parere no. Anzi.

Io credo che, per colpire oggi una ragazza (non parlo di una gomitata data per errore mentre vi stirate), ci voglia ben altro che un selfie o un sms romantico copiato e incollato da internet. Non è più utile “taggarvi” nelle foto dell’ultimo viaggio fatto alle Maldive scrivendo sul post “un anno di noi”. Primo perchè alla gente non frega nulla, secondo perchè state vivendo la vostra relazione e i vostri momenti attraverso un fottutissimo schermo. E a lungo andare, fidatevi, la cosa è controproducente.

Vi troverete ad essere più attenti ai like ricevuti per l’ultima foto postata invece che fare attenzione alle richieste, anche non dichiarate, del vostro partner. Vivrete una relazione non intima, ma pubblica. 

Altre cose che si fanno sempre meno sono le cosiddette sorprese. Si, quelle che fanno commuovere, gesti semplici ma pregni di sentimento. Ad esempio, quanti di voi negli ultimi tempi sono passati a prendere a casa, senza preavviso, la propria ragazza e le hanno detto “Dai!scendi! ti porto in un posto speciale!”? Secondo me pochi. Sicuramente la maggior parte avrà mandato un audio che diceva “ Amore, a che ora ci vediamo? passo a prenderti io o ci vediamo già fuori?”. Anche perchè con questi dannati telefonini è diventato tutto prevedibile.

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Ad ogni modo sono sicuro che, anche se aveste fatto questa “sorpresa”,  sicuramente sarete andati in un locale di tendenza o in un luogo conosciuto. E poi sicuramente sarete caduti nel fare quel maledetto selfie da pubblicare sui social per far vedere a tutti dove diavolo siete andati. Addio privacy, addio unicità del momento.

Ultima questione, secondo me da tener presente: le lettere. Si, quelle dimenticate, quelle cose che vengono definite “da vecchi”, quelle che dopo anni ancora senti l’odore di carta. Qual’è stata l’ultima lettera che avete scritto alla vostra donna? o meglio, c’è mai stata? E non parlo del post-it attaccato al frigo con scritto “ buon lavoro amore” su cui avete disegnato orribili cuoricini a forma di culo e faccine idiote con il pennarello nero. Parlo di quella scritta di proprio pugno, in corsivo e spedita con una busta di carta intrisa del vostro profumo.

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Poco tempo fa, rovistando tra vecchie carte a casa dei miei, ritrovai una lettera di mio nonno che scrisse a mia nonna durante la guerra. Non si vedevano da oltre un anno. Contiamo che non esistevano telefonini e si, c’era la guerra. Con curiosità aprii la busta con su scritto l’indirizzo del destinatario , ma non il mittente se non il semplice nome di mio nonno. Una volta aperta la lettera lessi le prime parole scritte : “ Carla, mia cara, le giornate sono infinitamente lunghe, tristi e fredde, ma il tuo pensiero le rende calde e felici.” e continuava con la descrizione dei vari avvenimenti bellici per poi concludere : “ Saluta cordialmente tuo padre e la tua dolce madre, che tanto penso e tanto ringrazio per tenerti al sicuro. Ti mando un forte abbraccio pieno di amore. Tuo per sempre, Edilio.”

Si, ammetto di essermi commosso. Ed è quello che ora abbiamo perso. Le emozioni. 

Concludo senza tediarvi oltremodo. Scrivete lettere alla vostra dolce metà, scattatevi foto ma senza pubblicarle sui social. Stampatele e riempiteci un album che vi resterà quando il vostro anziano corpo non potrà cibarsi che di bei ricordi. Vivete i momenti intensamente, guardate assieme un tramonto ma non attraverso uno schermo. Imprimete quei momenti nella vostra mente e ritroverete ciò che si è perso e dimenticato: Tu chiamale se vuoi Emozioni.

A presto, 

P.G.

Nord VS Sud

Cari lettori e care Lettrici, Buongiorno.

Come al solito mi scuso per la mia assenza ma, ahimè, gli impegni lavorativi non sempre mi permettono di trovare il tempo per riordinare le idee e creare nuovi articoli. Ad ogni modo, eccomi qui!

Quest’oggi vorrei proporvi un argomento a mio avviso interessante: Donne del nord VS Donne del sud.

Sì, perchè in effetti la differenza e la distanza di visioni e comportamenti di questi due generi è siderale.

Noi tutti, bene o male, sappiamo che il clima influisce sullo stato d’animo e sul carattere delle persone.

Se andate in Austria vi offriranno una Wiener Schnitzel con Krauti (solo se indossate con indifferenza dei “lederhosen”). Se andrete a Napoli vi offriranno gateau di patate, mozzarella di bufala, fior di latte e provola, salsiccia e friarielli, pizza di scarole, casatiello, sartù di riso tutto condito con un “ Tesorò nun aie magnato nullà!” per poi offrirvi (obbligarvi) a riposare a casa loro per il pisolino di 3-4 ore.

Come per il cibo, così per le persone, in questo caso le donne.

Ma vediamo l’argomento un po’ più da vicino e che ho potuto verificare personalmente.

DONNE DEL NORD

Una relazione con una Donna del nord (Italia) è un rapporto assolutamente “normale”. 

Ogni appuntamento che vorrete avere con lei sarà fissato con data ed ora precisa.

“Amore, ci vediamo alle 18.04 davanti al ristorante” oppure “ Passami a prendere alle 20.00, non prima e non dopo!”

ecco, nel caso arrivaste prima all’appuntamento il problema non sussisterebbe. Nel caso, invece, arrivaste uno o due minuti in ritardo dovreste essere bravi ad inventarvi una scusa. Le donne del Nord odiano il ritardo. Nascono con un orologio svizzero al polso. Si narra che subodorino il ritardo giorni prima. Come con il ciclo.

Una volta incontrati, ad esempio la domenica pomeriggio, vi godrete una bella passeggiata in centro città tra negozi e negozietti. Il contatto fisico in pubblico verrà evitato come la peste, pena la morte. Vi sarò qualche bacino innocente o qualche carezza accennata solo ed esclusivamente in qualche vicolo deserto.

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Dopo un “bel” pomeriggio passato a passeggiare, vorrete prendere un aperitivo. Vi recherete in un bel Lounge Bar attorno alle 18.30-19.00 e consumerete un bel bicchiere di prosecco o, a scelta, uno spritz.

Massimo alle ore 20.02 deciderete se cenare fuori o meno. Dico massimo alle 20.02 perchè oltre quell’orario vi sarebbe la necessità di prenotare un tavolo in pizzeria e solo il pensiero di poter trovare la fila per attendere due sedie libere vi porterebbe l’orticaria.

L’alternativa domenicale sarebbe il pranzo con i genitori della vostra lei o, al limite, un battesimo o una cresima di un suo cuginetto o nipotino. In entrambi i casi la presenza massima di persone si attesterebbe attorno alle dieci unità.

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La sera riaccompagnerete a casa la gentil signorina, vi saluterete formalmente con una stretta di mano e un “alla prossima” e, una volta nel vostro letto, vi coricherete pensando al fatto che il giorno dopo sarà lunedì e dovrete fatturare per pagare il vostro commercialista.

DONNA DEL SUD (Uagliona)

Parliamo di una relazione diametralmente opposta rispetto alla precedente.

L’appuntamento con la signorina meridionale si svolge, quindi, differentemente.

“ Amò, ci vediamo CIRCA alle 23. Poi andiamo da GIGGI e troviamo tutta la comitiva!”.

Il “CIRCA” è un lasso di tempo che varia dalle 4 alle 5 ore. Dopo. 

Ammettiamo che passiate a prendere a casa la vostra lei. Una volta arrivati suonerete il campanello, vi apriranno la porta, accederete all’ingresso e : “UEEEEEE AMO’, VIENI SU CHE C’E’ ZIA CONCETTA CHE TI VUOLE SALUTARE!”

A questo punto dovrete salire, se non vorrete essere assaliti fisicamente e verbalmente.

Entrati nell’appartamento non troverete zia Concetta. Troverete tutti i gradi di parentela della vostra dolce metà dal primo grado al trentaquattresimo, con contorno di bambini esaltati che vi si catapulteranno addosso.

Dopo avervi offerto caffè, dolcetto, torta, pastiera, babbà e altre squisitezze, “rapirete” la vostra ragazza e finalmente uscirete, frastornati da quel degheio infernale ma, effettivamente, ricco di calore familiare.

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Sulla via verso l’appuntamento con la “comitiva” la vostra lei vi riempirà di baci, carezze con rischio di violenza carnale tanto da rischiare di finire sotto un bus a causa della foga della signorina. Il tutto contornato da epiteti come “ Cuore Mio”, “Sangue Mio”, “Anima Mia” ecc. ecc.

Arrivate le due del mattino, stremati ed affamati, troverete la “comitiva”. 2354 persone che vi saluteranno una ad una facendovi in effetti sentire importante e molto amato.

Ore 2.30 del mattino. Avete appena finito di salutare gli amici e ve ne uscite con un timido “ potremmo andare a cena, che ne dite? Troppo tardi?”.

Troppo tardi?! “ CUMPA’, QUI STANNO APERTI H24, ORA C’ANDIAMO A MAGNA’ NA PIZZA CH’E’ NA FAVOLA!”.

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Non mi dilungo. Ore 06.00. Dopo aver cenato (colazione?) e salutato tutti i 2354 amici, riaccompagnate la vostra donna a casa. E in effetti si, i baci di “arrivederci” delle ragazze del sud sono, onestamente, belli e passionali.

Tornate a casa pensando che in effetti è bello sentire tutto quel calore, tutto quell’amore. Insomma, è una bellissima sensazione.

Arrivati a casa, infilati nel vostro letto, “ TI TI!”. Messaggio.

“ Amò, vedi che domani c’è il compleanno della mia cuginetta Carmela. Ti aspetto alle 12 a casa mia per festeggiare! Ti amo, buona notte cuore mio!”.

Che bella la famiglia, l’amore, le piccole attenzioni. Vi addormentate sorridendo aspettando che il sole faccia nuovamente capolino.

Il giorno dopo vi presentate puntuali alla festicciola. Che sarà mai, ci saranno i parenti di ieri sera. 

Citofonate e : 

  • “Amò aspettami che scendiamo!”
  • “ Come scendiamo?ma non stiamo a casa tua?”
  • “ Amò ma che dici?! secondo te in 400 ci stiamo in casa mia?!”

Teresa-Alberti

Non vado oltre.

Ad ogni modo la mia opinione è che in entrambi i casi le donne, rispettivamente di nord e sud, siano fantastiche proprio per queste loro peculiarità.

Per questo ho deciso di rimanere single.

Ora vi saluto, mi comincia una nuova serie su Netflix.

Un bacio,

P.G.

IL BAGNO

Cari signori e care Signore, buongiorno.

È passato un po’ di tempo dall’ultimo mio articolo ma, si sa, le idee devono trovare il tempo per essere elaborate e, ahimé, ne ho avuto molto poco.

Siamo sotto le feste natalizie e già vi immagino correre tra un centro commerciale e l’altro tra un ” guarda che carino il pupazzo di Babbo Natale!” e un ” Amore guarda, le renne luminose!”. Cari amici maschi, avete tutta la mia comprensione. Care donne,abbiate pietà.

Ma veniamo a noi. Come avrete notato dal titolo vorrei spendere qualche riga a proposito del “Sancta Sanctorum” delle nostre umili dimore : il bagno.

Si, perchè anche nel bagno di uomo e donna troviamo delle sensibilissime differenze.

Cominciamo con la stanza da bagno dei maschietti.

Il bagno maschile presenta alcune caratteristiche che lo contraddistinguono da quello femminile. Le donne che stanno leggendo questo articolo, converranno.

Cercherò di essere breve.

BAGNO MASCHILE

La prima cosa che evidenzia un bagno maschile è il vuoto cosmico all’interno di esso e un insieme di peli sparsi sul pavimento che farebbe invidia ad un gatto.

Ma vediamo più da vicino le varie zone.

⁃ Lavandino.

Qui troverete un dispenser del sapone liquido in plastica acquistato nel 1992 completamente vuoto. Il vero uomo si lava le mani con la sola acqua fredda. Il contenitore del sapone è per riempire lo spazio vuoto del piano del lavabo. Eventualmente non ci fosse il sapone liquido, troverete un resto fossile di una saponetta con le sembianze che si avvicinano a quelle di un osso di seppia. Il colore varia tra il giallo e il color avorio.

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Sul piano in ceramica troverete un bicchiere di plastica, di quelli che si usano durante la sagra dei marroni per contenere il vin brulè. All’interno troverete il tubetto del dentifricio, diventato ormai un piccolo cartoccio gommoso, e lo spazzolino con una sola setola rimasta. Siccome il bicchiere di plastica non regge il peso di dentifricio e spazzolino, lo vedrete inclinato a 45 gradi circa, poggiato allo specchio.

⁃ Specchio. Lo specchio,se così si può chiamare in questa situazione, è più un quadro astratto tra un Picasso e un puntinista. Tale effetto si deve agli schizzi d’acqua e dentifricio. Si possono trovare alcuni aloni circolari, traccia del passaggio di un asciugamano atto a rimuovere codeste macchie per potersi specchiare.più o meno.

⁃ Doccia. Un solo flacone di una sorta di detersivo per la lavastoviglie. Questo intruglio serve al piteco per lavarsi capelli e corpo. Non c’è distinzione. Il sedere ha la stessa sensibilità della testa. Attorno allo scarico un po’ di schiuma. Perchè si, dev’esserci il promemoria dell’ultima doccia. Se la schiuma si asciuga allora è il momento di darsi una sciacquata.

⁃ Bidet. Non vi è nessun tubetto di detergente intimo. Anche qui al limite l’uomo usa la saponetta per le mani (osso di seppia). E comunque è il sanitario più pulito.

⁃ Wc. Eh….quì son problemi.. Diciamo che lo specchio a confronto è un “dipinto” ordinato. E non vado oltre. Tavoletta sempre alzata,perchè quando scappa l’uomo dev’essere veloce. Non ha tempo di alzare la tavoletta!ma siamo matti?!

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A quanto pare sembra tutto, ma voi donne direte : e gli asciugamani?

Asciugamani?! Suvvia! L’ accappatoio asciuga natiche e faccia !che senso ha sprecare materiale!siamo nell’epoca della sostenibilità!

Passiamo oltre.

BAGNO FEMMINILE

No,non siete entrati in un negozio Kiko. Benvenuti,cari uomini, nel reame delle donne :il bagno!

Entrare in un bagno di una donna significa fare un viaggio sensoriale a 360 gradi. Odori,colori,sapori..insomma,un trip allucinante.

Il problema,cari ometti, è quando, chiusa la porta alle vostre spalle, vi avvicinate al lavandino per lavarvi le mani. Eh già, perchè la prima domanda è: In quale dei seimila barattoli si troverà il sapone?? A tal punto comincia l’ardua ricerca. ” Crema lenitiva,no non è questa. Aloe vera, no nemmeno. Terra….No nemmeno..”. Dopo circa un venti minuti,notate un piccolo contenitore : eccolo!finalmente il sapone!(Vi do un indizio: di solito il sapone ha sempre sotto un piattino, sia mai che una goccia intacchi il piano immacolato).

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Ora arriva il difficile. Lavarsi le mani.

Sappiamo tutti che lavarsi le mani comporta un movimento di braccia e polsi che fa sì che le mani possano sfregarsi e levarsi di dosso il profumato detergente. Ecco, il problema sorge nel momento in cui si sta per attuare questo semplice movimento.

Si innesta quindi una sfida tipo “giochi senza frontiere” per cercare di non toccare con i gomiti tutte le ampolle,ampolline,vasi e vasetti cercando così di non far cadere tutto a terra o, fortuna voglia, dentro il lavabo.

Ce l’avete fatta,siete salvi. Sudati ma salvi. “Ehi,un attimo! Mi scappa la pipì!”.
Signori,dovevate farla prima di lavarvi le mani.

Vi avvicinate cosi al wc, mettete i piedi su quel bel tappetino rosa pelosino morbidino, e abbassate la lampo,zip! ma…..La tavoletta è abbassata!

Alzate l’asse e, cominciate a eliminare i liquidi in eccesso. Ma attenzione,uomo! Fai centro! La donna sa se la stai facendo dentro anche se si trova in cucina. Lei lo sa, le ti ascolta,uomo!

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Pericolo scampato. Attivate lo sciacquone e….” Oh cavolo!devo rilavarmi le mani!”.

E così ripetete l’iter tipo giochino del film “Saw l’enigmista” cercando di non far cadere le milleduecento bottigliette e flaconi.

Tutto ok. Avete liberato la vescica e le vostre mani profumano come un fiore di loto.

Spegnete la luce,chiudete la porta e vi avviate verso la vostra dolce metà che probabilmente si trova sul divano avvolta in 18 coperte con i calzettoni antiscivolo di Minnie.

Ma ad un tratto,un dubbio vi assale:” ho abbassato la tavoletta??”. Troppo stress, lasciate che il fato abbia la meglio su di voi. Non vi resta che accasciarvi sul divano a fianco di quel curioso gomitolo di lana gigante.

“Amore,vado al bagno” sibila la signorina con voce tenera.

Voi iniziate a sudare uomini,e non è per il caldo..

“AAAAAAAAAH CHE SCHIFOOO!LA TAVOLETTA È ALZATA E C’È UNA GOCCIA SUL SEDILE DEL WATER!”.

Io ve l’ho sempre detto ragazzi. Fingetevi morti.

Un bacio e un abbraccio (naturalmente profumato).

P.G.