EMOZIONI

Cari lettori e care Lettrici,

benvenuti in questo articolo. Per una volta cercherò di essere serio e di trattare un argomento che secondo me è molto importante. Non voglio peccare di presunzione, ma mi sento di poter dare un consiglio alla categoria “Homo Erectus” (no, sapiens era troppo, poi ci si monta la testa). Ovviamente parlerò sempre valutando le mie esperienze personali. Quindi non considerate mai quelle che scrivo come questioni oggettive.

Ma veniamo a noi. Si, EMOZIONI. Quelle che ti fanno arrossire, quelle che ti fanno venire la pelle d’oca, quelle che accelerano il battito cardiaco. No, non parlo delle emozioni che provate quando vedete il tronista o la tronista di uomini e donne. Parlo di quelle che possono altresì essere definite come SENTIMENTI.

Al giorno d’oggi, a mio parere, si sono un po’ perse quelle abitudini, quelle maniere, quelle azioni che inducevano le persone a provare e trasmettere tutte quelle sensazioni sopra elencate. E le relazioni amorose ne hanno risentito e ne risentono.

Whatsapp, Telegram, Facebook, Instagram, tutte applicazioni e social che fanno morire completamente quel brivido, quel fremito interiore che comportava l’attesa di una lettera oppure la semplice telefonata a casa.

1198e0bd4ee3e21f66c565ccaff1ac58

Ragazzi e ragazze si sono sempre più allontanati credendo di essere, invece, sempre più vicini tramite smartphone. Certo, sentire una persona ogni volta che ne hai voglia, anche se distante, è un bel traguardo. Ma ciò porta davvero una relazione a progredire? A mio parere no. Anzi.

Io credo che, per colpire oggi una ragazza (non parlo di una gomitata data per errore mentre vi stirate), ci voglia ben altro che un selfie o un sms romantico copiato e incollato da internet. Non è più utile “taggarvi” nelle foto dell’ultimo viaggio fatto alle Maldive scrivendo sul post “un anno di noi”. Primo perchè alla gente non frega nulla, secondo perchè state vivendo la vostra relazione e i vostri momenti attraverso un fottutissimo schermo. E a lungo andare, fidatevi, la cosa è controproducente.

Vi troverete ad essere più attenti ai like ricevuti per l’ultima foto postata invece che fare attenzione alle richieste, anche non dichiarate, del vostro partner. Vivrete una relazione non intima, ma pubblica. 

Altre cose che si fanno sempre meno sono le cosiddette sorprese. Si, quelle che fanno commuovere, gesti semplici ma pregni di sentimento. Ad esempio, quanti di voi negli ultimi tempi sono passati a prendere a casa, senza preavviso, la propria ragazza e le hanno detto “Dai!scendi! ti porto in un posto speciale!”? Secondo me pochi. Sicuramente la maggior parte avrà mandato un audio che diceva “ Amore, a che ora ci vediamo? passo a prenderti io o ci vediamo già fuori?”. Anche perchè con questi dannati telefonini è diventato tutto prevedibile.

addiicasablanca-696x522

Ad ogni modo sono sicuro che, anche se aveste fatto questa “sorpresa”,  sicuramente sarete andati in un locale di tendenza o in un luogo conosciuto. E poi sicuramente sarete caduti nel fare quel maledetto selfie da pubblicare sui social per far vedere a tutti dove diavolo siete andati. Addio privacy, addio unicità del momento.

Ultima questione, secondo me da tener presente: le lettere. Si, quelle dimenticate, quelle cose che vengono definite “da vecchi”, quelle che dopo anni ancora senti l’odore di carta. Qual’è stata l’ultima lettera che avete scritto alla vostra donna? o meglio, c’è mai stata? E non parlo del post-it attaccato al frigo con scritto “ buon lavoro amore” su cui avete disegnato orribili cuoricini a forma di culo e faccine idiote con il pennarello nero. Parlo di quella scritta di proprio pugno, in corsivo e spedita con una busta di carta intrisa del vostro profumo.

Lettera-620x350

Poco tempo fa, rovistando tra vecchie carte a casa dei miei, ritrovai una lettera di mio nonno che scrisse a mia nonna durante la guerra. Non si vedevano da oltre un anno. Contiamo che non esistevano telefonini e si, c’era la guerra. Con curiosità aprii la busta con su scritto l’indirizzo del destinatario , ma non il mittente se non il semplice nome di mio nonno. Una volta aperta la lettera lessi le prime parole scritte : “ Carla, mia cara, le giornate sono infinitamente lunghe, tristi e fredde, ma il tuo pensiero le rende calde e felici.” e continuava con la descrizione dei vari avvenimenti bellici per poi concludere : “ Saluta cordialmente tuo padre e la tua dolce madre, che tanto penso e tanto ringrazio per tenerti al sicuro. Ti mando un forte abbraccio pieno di amore. Tuo per sempre, Edilio.”

Si, ammetto di essermi commosso. Ed è quello che ora abbiamo perso. Le emozioni. 

Concludo senza tediarvi oltremodo. Scrivete lettere alla vostra dolce metà, scattatevi foto ma senza pubblicarle sui social. Stampatele e riempiteci un album che vi resterà quando il vostro anziano corpo non potrà cibarsi che di bei ricordi. Vivete i momenti intensamente, guardate assieme un tramonto ma non attraverso uno schermo. Imprimete quei momenti nella vostra mente e ritroverete ciò che si è perso e dimenticato: Tu chiamale se vuoi Emozioni.

A presto, 

P.G.