IL BAGNO

Cari signori e care Signore, buongiorno.

È passato un po’ di tempo dall’ultimo mio articolo ma, si sa, le idee devono trovare il tempo per essere elaborate e, ahimé, ne ho avuto molto poco.

Siamo sotto le feste natalizie e già vi immagino correre tra un centro commerciale e l’altro tra un ” guarda che carino il pupazzo di Babbo Natale!” e un ” Amore guarda, le renne luminose!”. Cari amici maschi, avete tutta la mia comprensione. Care donne,abbiate pietà.

Ma veniamo a noi. Come avrete notato dal titolo vorrei spendere qualche riga a proposito del “Sancta Sanctorum” delle nostre umili dimore : il bagno.

Si, perchè anche nel bagno di uomo e donna troviamo delle sensibilissime differenze.

Cominciamo con la stanza da bagno dei maschietti.

Il bagno maschile presenta alcune caratteristiche che lo contraddistinguono da quello femminile. Le donne che stanno leggendo questo articolo, converranno.

Cercherò di essere breve.

BAGNO MASCHILE

La prima cosa che evidenzia un bagno maschile è il vuoto cosmico all’interno di esso e un insieme di peli sparsi sul pavimento che farebbe invidia ad un gatto.

Ma vediamo più da vicino le varie zone.

⁃ Lavandino.

Qui troverete un dispenser del sapone liquido in plastica acquistato nel 1992 completamente vuoto. Il vero uomo si lava le mani con la sola acqua fredda. Il contenitore del sapone è per riempire lo spazio vuoto del piano del lavabo. Eventualmente non ci fosse il sapone liquido, troverete un resto fossile di una saponetta con le sembianze che si avvicinano a quelle di un osso di seppia. Il colore varia tra il giallo e il color avorio.

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Sul piano in ceramica troverete un bicchiere di plastica, di quelli che si usano durante la sagra dei marroni per contenere il vin brulè. All’interno troverete il tubetto del dentifricio, diventato ormai un piccolo cartoccio gommoso, e lo spazzolino con una sola setola rimasta. Siccome il bicchiere di plastica non regge il peso di dentifricio e spazzolino, lo vedrete inclinato a 45 gradi circa, poggiato allo specchio.

⁃ Specchio. Lo specchio,se così si può chiamare in questa situazione, è più un quadro astratto tra un Picasso e un puntinista. Tale effetto si deve agli schizzi d’acqua e dentifricio. Si possono trovare alcuni aloni circolari, traccia del passaggio di un asciugamano atto a rimuovere codeste macchie per potersi specchiare.più o meno.

⁃ Doccia. Un solo flacone di una sorta di detersivo per la lavastoviglie. Questo intruglio serve al piteco per lavarsi capelli e corpo. Non c’è distinzione. Il sedere ha la stessa sensibilità della testa. Attorno allo scarico un po’ di schiuma. Perchè si, dev’esserci il promemoria dell’ultima doccia. Se la schiuma si asciuga allora è il momento di darsi una sciacquata.

⁃ Bidet. Non vi è nessun tubetto di detergente intimo. Anche qui al limite l’uomo usa la saponetta per le mani (osso di seppia). E comunque è il sanitario più pulito.

⁃ Wc. Eh….quì son problemi.. Diciamo che lo specchio a confronto è un “dipinto” ordinato. E non vado oltre. Tavoletta sempre alzata,perchè quando scappa l’uomo dev’essere veloce. Non ha tempo di alzare la tavoletta!ma siamo matti?!

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A quanto pare sembra tutto, ma voi donne direte : e gli asciugamani?

Asciugamani?! Suvvia! L’ accappatoio asciuga natiche e faccia !che senso ha sprecare materiale!siamo nell’epoca della sostenibilità!

Passiamo oltre.

BAGNO FEMMINILE

No,non siete entrati in un negozio Kiko. Benvenuti,cari uomini, nel reame delle donne :il bagno!

Entrare in un bagno di una donna significa fare un viaggio sensoriale a 360 gradi. Odori,colori,sapori..insomma,un trip allucinante.

Il problema,cari ometti, è quando, chiusa la porta alle vostre spalle, vi avvicinate al lavandino per lavarvi le mani. Eh già, perchè la prima domanda è: In quale dei seimila barattoli si troverà il sapone?? A tal punto comincia l’ardua ricerca. ” Crema lenitiva,no non è questa. Aloe vera, no nemmeno. Terra….No nemmeno..”. Dopo circa un venti minuti,notate un piccolo contenitore : eccolo!finalmente il sapone!(Vi do un indizio: di solito il sapone ha sempre sotto un piattino, sia mai che una goccia intacchi il piano immacolato).

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Ora arriva il difficile. Lavarsi le mani.

Sappiamo tutti che lavarsi le mani comporta un movimento di braccia e polsi che fa sì che le mani possano sfregarsi e levarsi di dosso il profumato detergente. Ecco, il problema sorge nel momento in cui si sta per attuare questo semplice movimento.

Si innesta quindi una sfida tipo “giochi senza frontiere” per cercare di non toccare con i gomiti tutte le ampolle,ampolline,vasi e vasetti cercando così di non far cadere tutto a terra o, fortuna voglia, dentro il lavabo.

Ce l’avete fatta,siete salvi. Sudati ma salvi. “Ehi,un attimo! Mi scappa la pipì!”.
Signori,dovevate farla prima di lavarvi le mani.

Vi avvicinate cosi al wc, mettete i piedi su quel bel tappetino rosa pelosino morbidino, e abbassate la lampo,zip! ma…..La tavoletta è abbassata!

Alzate l’asse e, cominciate a eliminare i liquidi in eccesso. Ma attenzione,uomo! Fai centro! La donna sa se la stai facendo dentro anche se si trova in cucina. Lei lo sa, le ti ascolta,uomo!

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Pericolo scampato. Attivate lo sciacquone e….” Oh cavolo!devo rilavarmi le mani!”.

E così ripetete l’iter tipo giochino del film “Saw l’enigmista” cercando di non far cadere le milleduecento bottigliette e flaconi.

Tutto ok. Avete liberato la vescica e le vostre mani profumano come un fiore di loto.

Spegnete la luce,chiudete la porta e vi avviate verso la vostra dolce metà che probabilmente si trova sul divano avvolta in 18 coperte con i calzettoni antiscivolo di Minnie.

Ma ad un tratto,un dubbio vi assale:” ho abbassato la tavoletta??”. Troppo stress, lasciate che il fato abbia la meglio su di voi. Non vi resta che accasciarvi sul divano a fianco di quel curioso gomitolo di lana gigante.

“Amore,vado al bagno” sibila la signorina con voce tenera.

Voi iniziate a sudare uomini,e non è per il caldo..

“AAAAAAAAAH CHE SCHIFOOO!LA TAVOLETTA È ALZATA E C’È UNA GOCCIA SUL SEDILE DEL WATER!”.

Io ve l’ho sempre detto ragazzi. Fingetevi morti.

Un bacio e un abbraccio (naturalmente profumato).

P.G.

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