I MESSAGGI VOCALI

 

Nell’era della tecnologia, quella maledetta, incappiamo ogni giorno in novità quali smartphone, accessori e applicazioni. Applicazioni, esatto. Ed è di questo che mi vorrei occupare brevemente.

In effetti, in questi dispositivi di ultima generazione, vi sono innumerevoli diavolerie da poter scaricare ed installare. Si parte dalla semplice “app” di meteorologia e si arriva al ritocco di fotografie digitale.

E poi c’è lui, Whatsapp, demoniaca applicazione di messaggistica istantanea che continua a rovinare milioni di rapporti sociali. Eh già, ormai si cerca di rifuggire il contatto umano e si preferisce “chattare o “messaggiare” con il proprio smartphone (mi verrebbe da utilizzare il termine “cellulare” ma verrei etichettato come vecchio, perciò mi adeguo ai teenagers).

Vero è che lo utilizziamo tutti e, se utilizzato coscientemente, può risultare utile. 

Ma non è questo il punto. Il punto è la differenza di utilizzo di Whatsapp tra LUI e LEI. 

Il ragazzo (o uomo, a seconda dei casi) lo utilizza in maniera veloce, quasi schiva. Scrive qualche battuta sconcia agli amici, invia qualche fotografia di qualche avvenente modella al suo collega. Tutto qui! si, a volte invia messaggi vocali, ma lo fa sempre quando è necessario rispondere ad un messaggio ricevuto e quando non ha la possibilità di utilizzare quell’organo prensile chiamato mano.

La ragazza (o donna) no. Quella maledetta applicazione è entrata nella loro vita come il negozio di KIKO o come TIGOTA’. Fa parte di loro. Ogni cosa passa per whatsapp. Lo smalto per le unghie, la torta nuziale, la casa, il mocio Vileda. Tutto. 

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Ma veniamo al dunque: i MESSAGGI VOCALI. Se dovessero scegliere tra il compagno e i messaggi vocali state certi che vi lasceranno, uomini, in mezzo ad una strada. Ormai tutto transita per messaggio vocale: “din din!” “ Ciao tesoro, ti trovo sabato sera in piazza?” “din don!”. “din din!” “ Amoooo, certo che mi trovi! sai chi ho visto oggi?? L-U-C-A con la sua ragazza!!!! oddio…Praticamente……………………..” “din don”.

E andrà avanti così per molto, moltissimo tempo fino a che non si saranno raccontate gli ultimi dieci anni di vita, scandendo ogni maledettissimo secondo.

Ma la cosa che più noterete è quando lo utilizzano in macchina, lì , tenendo il CELLULARE in mano come se dovesse raccogliere le loro bave che cadono da quelle loro lucidissime labbra, speranzose di ricevere l’ennesimo”DIN DON”!

Girl using a smart phone voice recognition

Alla fine, io mi ritrovo spesso ad ascoltare 10 minuti, come minimo di messaggio vocale dell’amica per poi addormentarmi (figuratamente) ed essere poi svegliato di colpo con:” Ma hai sentito che stronzo il tipo della Lory??? Non si fa più trovare!”. No. Non ho sentito.Ma sono sicuro che se n’è andato molto lontano, in un mondo dove i “din don” e i “din din” non esistono.

Cari lettori e lettrici, credo che ci si debba sforzare di più nei rapporti tra persone. Trovate del tempo per incontrarvi, per parlare, per bere un caffè in compagnia. Lasciate spazio ad una bella telefonata se non potete raggiungervi ed abbandonate messaggi vocali e scritti. Ne resterete sicuramente soddisfatti.

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A presto ,

PG        

“DIN DON”