“SONO INGRASSATA?”

Donne. Donne di qualsiasi età. Donne e il grande problema del sovrappeso. Uomini. Uomini di tutte le generazioni. Uomini sotto stress costante alla domanda: “ Ma mi vedi ingrassata?”. Vorrei spendere due parole su questo argomento. Care donne, care ragazze, i vostri uomini vi hanno scelte perché per loro siete perfette così. Non abbiate più questo eterno tarlo che vi sussurra nell’orecchio “sei obesa, grassa, maialino rosa!”. Quando andate fuori a pranzo o a cena, non trattenete le vostre voglie, non mangiate la misera insalatina “estate”. A noi uomini mediterranei piace la donna che assapora il cibo, che è di compagnia a tavola. Certo non sto parlando di abbuffarvi come un cinghiale nel bosco del Cansiglio. Sto semplicemente parlando di gustare il pranzo o la cena con i vostri relativi compagni senza dovervi portare appresso la bilancia per pesare quanti milligrammi di risotto potete ingurgitare.

Il capitolo “abbigliamento” è un altro argomento spinoso.

Quando vi accompagniamo da H&M oppure da ZARA e quando dopo 4 ore di “serpentone” finalmente trovate quella gonna o quel pantalone che desideravate tanto, è proprio in quel momento che noi maschi cominciamo a sudare freddo. Ora vi spiego il perché.

Tenendo in mano la vostra splendida gonna o pantalone e scortandovi al camerino, sappiamo già la fatidica domanda che ci farete. Una volta entrate nell’angusto stanzino, noi ce ne stiamo lì appoggiati sullo stipite di cartongesso con il cellulare in mano scorrendo le ultime notizie sulle peripezie della nostra (s)fortunata Italia. Dopo qualche istante sentiamo dei leggeri saltelli provenire da dietro la tenda. Ecco, è in quel momento che riponiamo il cellulare in tasca, respiriamo profondamente e ci prepariamo all’ardua sentenza.

Tirate la tenda, ci guardate negli occhi come farebbe un cagnolino abbandonato e ci chiedete: “ mi tira tanto sul sedere??”.

Anche qui noi abbiamo due opzioni: la prima è constatare che forse ci vorrebbe una taglia in più, causando un trauma nella vostra mente che perdurerà per il resto della vostra vita. La seconda è rispondere con un semplice “ non ti sta male addosso amore, ma non è il tuo genere di abbigliamento. Hai bisogno di qualcosa che esalti di più la tua personalità e il tuo buon gusto!”.

Ovviamente, nel caso in cui il capo di abbigliamento vi vesta alla perfezione, saremo salvi.

Sceglierei comunque la seconda. Prima di tutto perché non è carino dire ad una donna “ti ci vuole una taglia in più, sembri un salamino”, per quanto comunque possa essere in ottima forma fisica. Quasi sempre viene scelto il capo d’abbigliamento con due taglie in meno ( a volte anche nel reparto bimbi) o quello che comunque, tecnicamente parlando, “veste molto poco”.

Perciò, care donne, abbiate pietà di noi poveri ometti. Non metteteci in difficoltà. Voi avete un senso estetico molto più elevato del nostro e sicuramente sapete se un capo d’abbigliamento vi sta bene addosso oppure no. Noi vi amiamo così, magre o in carne, con il pantalone che tira o che vi sta perfettamente. Se ci dovete per forza chiedere un parere, chiedetecelo conoscendo il nostro atavico patema. Chiedetelo dicendoci di essere assolutamente sinceri e, qualunque sia la nostra opinione, sarete felici di sapere quanto possiamo essere onesti. Noi lo saremo, perché quello a cui teniamo più di ogni altra cosa è la fiducia che voi riponete su di noi.

Spero che tutto ciò non crei scompiglio nel mondo femminile che leggerà questo post. Ripeto che, comunque sia, se vi scegliamo lo facciamo perché per noi siete perfette così come siete.

Grazie per la comprensione e a presto,

PG

THE FIRST DATE

Ah! il primo appuntamento! che fantastica sensazione si prova quando riusciamo a strappare un “si va bene, passa a prendermi alle 19” da quella ragazza che per tanto tempo abbiamo corteggiato e desiderato. Si prova quella sensazione di leggerezza e vittoria che solo poche altre volte si può provare con questa intensità. La prima cosa che l’uomo medio fa è dirlo subito agli amici. “ Hei ragazzi, sta sera esco con quella ragazza di cui vi ho parlato!”, dicendolo con il tono di Cesare dopo la conquista della Gallia.

In effetti per noi uomini riuscire a strappare un appuntamento ad una dolce donzella è sempre una vittoria. Bisogna stare però attenti a come organizzarlo, questo rendez-vous. Innanzi tutto, quando lei vi chiederà “ Dove andiamo di bello?”, NON rispondete con la classica frase da prugna raggrinzita  “ Dove preferisci, per me è uguale!”. Se doveste rispondere così, preparatevi al baratro, alla fine della vostra relazione ancor prima che inizi. D’altro canto alle Donne piace l’uomo sicuro, dalle mille risorse, non il ragazzino da prendere per mano ed accompagnare anche a lavarsi le mani prima di cena. Perciò organizzatevi per tempo, scegliete il luogo dell’aperitivo, della cena, oppure del locale in cui andare a ballare. Io eviterei la discoteca in ogni caso, è un luogo poco intimo.

Preferirei un bel lounge bar per l’aperitivo o un ristorante per la cena. A proposito di ristorante: attenzione! informatevi sui gusti della vostra lei prima di prenotare, senza dover rischiare di passare la serata in un ristorante fusion guardando la faccia schifata della fanciulla. Il luogo è molto importante. Fare una bella figura lo è altrettanto. Però attenzione: non scegliete ristoranti troppo eleganti. Perché? Perché il ristorante troppo elegante crea una sorta di tensione nella coppia alle prime armi e questa tensione è dovuta al contesto pieno di camerieri con vassoi d’argento, bicchieri di cristallo e soprattutto da gente “chic” che parla sottovoce. Vi sentirete un po’ in imbarazzo anche perché dovrete fare i conti con il numero di posate riposte in maniera certosina sul vostro tavolo. Se sapete già quale usare e con che pietanza, la cosa può funzionare. Ma se vi troverete ad usare il coltello per il pesce come cavatappi per l’acqua allora potrebbe essere un problema.

Il mio consiglio è di scegliere un ristorante ben arredato, un po’ moderno che tenda prima di tutto a far sentire a proprio agio la Signorina. Se fosse un locale con un po’ di musica soffusa, meglio. Tende a diminuire la tensione nei dialoghi.

Ciò che sconsiglio vivamente è il “baretto” sotto casa, la paninoteca di “GIGIO BESTEMMIA”, l’autogrill della A57 e cose simili. Quello potrete farlo nel momento in cui la coppia si è ben amalgamata, anche se comunque eviterei.

Spero che tutto ciò vi abbia fatto sorridere (le Donne) e che possa esservi almeno un po’ utile (per gli uomini).

Good luck!

A presto,

PG

COS’HAI?NIENTE!COS’HAI?NIENTE!

Il titolo di questo post dice tutto. Nella maggior parte delle relazioni capita spesso che uno dei due, in particolare la Donna, denoti dei momenti di incertezza relazionale contornata da quel comportamento simile al clima del Circolo Polare Artico durante una tempesta di neve. L’uomo, giustamente, comincia sempre col preoccuparsi. Cominciano così gli esami di coscienza, le domande esistenziali sulla vita di coppia (che perennemente restano insolute), gli “Avrò fatto o detto qualcosa di sbagliato?” e così discorrendo. Fino ad arrivare, dopo mille crucci esistenziali, alla fatidica domanda posta alla dolce metà:” Ma cos’hai??”. La risposta, quella normale, dovrebbe (e dico dovrebbe nei casi in cui si parlasse tra uomini) essere la spiegazione per filo e per segno dei propri pensieri, cercando così il sostegno del compagno e la risoluzione del problema affrontandolo assieme. Ahimè, cari uomini, non succederà MAI! perché la sua risposta a questa semplice domanda sarà : ” NIENTE!”. A quel punto le situazioni che si prospettano sono due: la prima è la ripetizione marcata della vostra domanda “ Cos’hai?”. La seconda è il semplice, e fasullo menefreghismo lasciando  che la vostra lei continui a navigare in quel vorticoso turbinio di pensieri, illazioni o comunque ciò che mai in tutta la nostra esistenza ci sarà dato di sapere.

Se sceglierete la prima opzione preparatevi ad una litigata (furibonda o meno, a seconda del tipo di carattere del vostro “angelo”) alla fine della quale non avrete comunque mai la vostra risposta. Il NIENTE avrà la meglio, sempre e comunque. Consiglio quindi la seconda, facendo finta di nulla e continuando la vostra serena esistenza anche se il NIENTE continuerà a rodervi le membra fino allo sfinimento. E’ molto probabile che il giorno dopo la troviate pimpante, allegra e in vena di carinerie. No, lo so, non è normale, ma questo è il mondo femminile, un universo sconosciuto nel quale a noi uomini non è permesso entrare. E forse è meglio così. Forse è proprio per questo che le amiamo così tanto. Per il loro mistero, le loro questioni irrisolte e perché, diciamolo, senza di loro il mondo non sarebbe lo stesso. In un mondo di soli uomini ci sarebbero troppe cose facili. E, le cose facili, non danno mai soddisfazioni. Le donne si!

Vi lascio a…NIENTE, e vi auguro fortuna e pazienza, molta pazienza!

A presto,

PG

LA TECNOLOGIA

Nel post precedente ho parlato di quale, secondo me, sia il modo migliore di approcciare il Gentil Sesso. Ho tirato in ballo la tecnologia, più precisamente mi riferivo a sms, telefonate e social network vari. Per strada, camminando, vedo molto spesso ragazzi (parlo per lo più di persone con non più di 30-32 anni) chattare e “messaggiare” in maniera furibonda. Ho scoperto, anche tramite persone che conosco, che dall’altra parte del touch screen ci sono quasi sempre fidanzate o ragazze alle quali aspirano. Detto ciò, io ho eliminato praticamente del tutto il cellulare in queste situazioni. Se davvero avete bisogno di parlare con la vostra ragazza o comunque con la vostra “musa ispiratrice” cercate di farlo di persona. Se cominciate una relazione attraverso gli sms, questa continuerà a durare attraverso gli sms, diventando una schiavitù. Arriverete ad avere un ansia incommensurabile perché la vostra lei non ha visualizzato il messaggio inviatole un’ora prima. Oppure, peggio, avete visto il suo accesso in WhatsApp ma non ha considerato il vostro sms. E qui partono le paranoie. “Dove sarà? ma, soprattutto, con chi??”. Da qui comincerà la vostra eterna prigionia da “touch screen” assieme alle paranoie e alle ansie di abbandono da parte di colei che amate.

Dall’altro lato può succedere (e succede spesso) che la vostra adorata vi assilli ogni 5 secondi con cuoricini, faccine e altre sciocchezze simili, magari quando state facendo un colloquio di lavoro o semplicemente vi state ammazzando di addominali in palestra. Tutto ciò contornato da mille chiamate senza risposta che troverete una volta preso in mano il diabolico apparecchio.

Allora vi dico: lasciate che la vostra relazione non dipenda dai messaggi o dalle faccine di WhatsApp, perchè una “buona notte” senza cuoricino è identica a quella con. Direi anche esteticamente meglio. Parlatevi di persona, tenetevi per mano, fatevi delle bellissime foto ma NON pubblicatele su Facebook perché, e ve lo assicuro, alla gente non importa nulla che abbiate mangiato caviale alla “fiera del pescatore imbruttito”. Godetevi il momento, la bella giornata di sole, il suono delle onde che si infrangono sulla scogliera. Guardate la vostra lei, finalmente vi accorgerete che è bellissima anche se non si trova dietro ad uno schermo LED.

E basta con questi “SELFIE STICK”. Usateli per mescolare la polenta e fatevi fare una foto da qualche passante che, sicuramente, penserà quanto sia bello vedere due ragazzi innamorati.

A presto e buona meditazione,

PG

L’IRRAGGIUNGIBILE

Tutti noi, almeno una volta, abbiamo incontrato una ragazza bellissima, simpatica, dalle mille risorse. Quella che abbiamo sempre pensato essere irraggiungibile. Alcune volte ci siamo detti: ” No, non vale nemmeno la pena provarci, è troppo per me!”. Beh, l’errore sta proprio nelle parole “è troppo per me!”.

E’ successo anche a me e, tante, troppe volte ho lasciato perdere pur avendo una voglia irrefrenabile di chiederle il numero o un appuntamento. Mai feci cosa più sbagliata.Quante occasioni perse, solo perché credevo di non essere all’altezza di quelle signorine. Quello che si aspettano (cosa provata sulla mia pelle) è esattamente l’opposto! la timidezza è una cosa che le donne odiano, assieme al senso di riguardo esagerato nei loro confronti. Quando si pensa “no, vabbè lascio perdere” è proprio in quel momento che invece si deve dire “io vado, poi se va bene meglio, se va male ci ho provato!”. Le donne amano la sincerità e, soprattutto, amano sentirsi desiderate e corteggiate. Amano l’uomo che prende l’iniziativa, facendo però condurre una parte del gioco anche a loro. Certo, detto così sembra semplice. Vi assicuro che non lo è affatto, soprattutto per i più timidi. Ma vale la pena provare, molti troveranno la cosa assolutamente positiva.

Altra cosa da evitare, sempre secondo ciò che ho vissuto personalmente, è l’approccio “tecnologico”. Se dovete chiederle un appuntamento NON chiedetelo ne per messaggio ne tramite telefonata. Chiedetelo di persona, possibilmente guardandola negli occhi. Non siate timidi, non siate nervosi. Ditelo come se lo chiedeste ad un’amica. Lei apprezzerà e  probabilmente accetterà l’invito. Evitare l’approccio tecnologico è fondamentale, e dovrete continuare ad evitarlo anche se e quando il tutto dovesse poi sfociare in una relazione. Ma di questo ne parlerò in un altro momento.

Le donne sono delle creature meravigliose e nessuna di loro è irraggiungibile. Cercatele, parlate loro, invitatele a cena o a ballare. Il gioco delle parti è proprio questo e la cosa divertente è cercare di “vincere” ovvero di ottenere la loro attenzione.

A Presto e buon approccio!

 

PG